INTERPRETARE ATTRAVERSO ASSOCIAZIONI


 

Per poter interpretare il sogno con questo metodo classico è utile usare la descrizione completa degli  eventi onirici che formano il  sogno e cioè  ambiente, persone, animali, oggetti, azioni, emozioni.
Per ogni elemento (ambiente persone, animali, oggetti) si dovrebbe rispondere a queste domande: Chi o che cosa è? Come è? Che emozioni e sentimenti suscita in me? (se non sapete cosa dire immagina di descrivere l'oggetto o la persona a un extraterrestre e vedrete che vi sarà più facile rispondere a queste domande).

Per esempio, voglio spiegare chi sia quel determinato personaggio che è comparso nel sogno: posso dire che assomiglia ad collega di lavoro (chi è), che è piuttosto noioso e depresso (com'è), tanto che mi sento a disagio quando sono con lui (emozione che suscita in me).


Dopo aver descritto i vari elementi del sogno, cerca i collegamenti tra questi e le situazioni specifiche della tua vita.

Ricorda che anche se il sogno rievoca ricordi del passato, si riferisce sempre a problemi e a realtà al presente, per questo è indispensabile metterlo in relazione con gli avvenimenti attuali. 

Esempio di sogno interpretato per mezzo di associazioni:

STRADE COME FIUMI
La città è sommersa da un'inondazione. Le strade sono come fiumi impetuosi. Cerco di andare in una determinata direzione, remando controcorrente, e dopo molti sforzi mi pare di riuscirci, ma poi la corrente diventa troppo forte e mi trascina via, lontano, non so dove. La corrente rischia di travolgermi. Sono molto spaventata. Al risveglio mi sento ansiosa e stanca, come se avessi veramente remato davvero controcorrente
 

Associazioni:
- La città sommersa: le immagini della città sommersa mi hanno ricordato subito il telegiornale, in cui hanno trasmesso un servizio sulla inondazione che si è riversata alcune città: sono stata colpita dal fatto che molte donne piangevano e gridavano davanti alla telecamera, senza alcun pudore, urlando la loro rabbia e la loro disperazione.
Anch'io ieri, durante la discussione con M. avrei voluto piangere e gridare, ma invece ad un certo punto mi sono chiusa, come a la solito, in un ostinato silenzio: dopo mi è venuto un terribile mal di testa. 

- Le strade sono come fiumi impetuosi: le strade sono qualcosa di ordinato, servono per far passare persone e macchine, ma devono restare asciutte, ben ordinate.
Il fatto che queste vie siano piene di acqua mi fa pensare alle lacrime, al contrasto tra occhi asciutti e "fiumi di lacrime" (non si dice forse così?) Quello che facevano quelle donne e quello cha faccio io, che non mi permetto di piangere liberamente di fronte a nessuno, neppure alle persone cui voglio bene.

- Cerco di andare in una direzione: questo è tipico di chi vuole avere il comando o il controllo di una situazione e infatti io voglio sempre avere il controllo della situazione, o almeno il controllo di me stessa. 

- Remare controcorrente: è il tentativo di contrastare la corrente di un fiume: comporta certo un grande sforzo. Anche apparire sempre calma a controllata, contrastando le emozioni comporta una grande fatica. Forse posso illudermi di non perdere mai il controllo, ma a che prezzo?

- La corrente diventa troppo forte: la corrente di un fiume in piena è terribile, perché ti trascina e ti travolge e tu non puoi opporti : questo mi fa pensare ancora alle lacrime. Forse questo fiume onirico è stato alimentato dalle lacrime che non ho lasciato uscire liberamente, e per questo è diventato così impetuoso!

e mi porta via, lontana da casa: la casa è la sicurezza, la normalità, la tranquillità, il sentirsi al proprio posto, integri e sicuri. Cosa può significare essere trascinati via da tutto ciò? L'insicurezza, la malattia, l'alienazione, la pazzia?

- La corrente rischia di travolgermi: rischio di perdere anche la vita?
- Sono molto spaventata: anche adesso, nel ripensarci avverto la paura, perché alla fine del sogno non posso più decidere io né la direzione, né la meta. Rischio di perdere i punti di riferimento, rischio di allontanarmi sempre di più da ciò che mi è noto e caro.


In sintesi: Reprimo continuamente le mie emozioni, per paura di perdere il controllo (ieri è stato un esempio) ma interiormente la "pressione" aumenta sempre più e rischia di condurmi proprio dove non voglio andare, forse a qualche cedimento fisico o psicologico.

Cosa fare: Devo cercare a tutti i costi di manifestare le mie emozioni con coraggio e sincerità, aprendomi con le persone che mi vogliono bene. Devo permettere a me stessa di piangere liberamente, se lo desidero, senza fare sforzi incredibili per soffocare le mie emozioni. Il rischio, se non lo faccio, è di perdere davvero il controllo, una volta o l'altra, in maniera terribile, oppure di sviluppare qualche tipo di malattia psicologica, e io non voglio arrivare a tanto. torna su

 

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