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Per
poter interpretare il sogno con questo metodo classico è utile usare la
descrizione completa degli eventi
onirici che formano il sogno e cioè ambiente, persone,
animali, oggetti, azioni, emozioni.
Per ogni elemento (ambiente persone, animali, oggetti) si dovrebbe
rispondere a queste domande: Chi o che cosa è? Come è? Che emozioni e
sentimenti suscita in me? (se non sapete cosa dire immagina di
descrivere l'oggetto o la persona a un extraterrestre e vedrete che vi
sarà più facile rispondere a queste domande).
Per esempio, voglio spiegare chi sia quel determinato personaggio che è
comparso nel sogno: posso dire che assomiglia ad collega di lavoro (chi
è), che è piuttosto noioso e depresso (com'è), tanto che mi sento a
disagio quando sono con lui (emozione che suscita in me).
Ammettiamo che io abbia sognato un quaderno: lo descrivo come vecchio e
a quadretti (cos'è e com'è); ma poi mi devo chiedere: quale emozione o
sensazione suscita in me?
Magari mi ricorda le lunghe ore passi a studiare matematica, una materia
che odiavo, ed evoca in me il senso di tristezza e di delusione per i
brutti voti riportati (naturalmente se io fossi stato un genio in
matematica, le sensazioni legate a quel quaderno sarebbero molto
diverse), oppure potrei accorgermi che è dello stesso colore del diario
che ho tenuto per anni nascosto gelosamente in un posto segreto, e
risentire la sensazione di avere uno spazio completamente mio,
inviolato; se però questo diario fosse stato trova e letto da persone
"sbagliate" quel quaderno evocherebbe in me soprattutto rabbia
e vergogna, ecc..
Dopo aver descritto i vari elementi del sogno, cerca i collegamenti tra
questi e le situazioni specifiche della tua vita.
Ricorda che anche se il
sogno rievoca ricordi del passato, si riferisce sempre a problemi e a
realtà al presente, per questo è indispensabile metterlo in relazione
con gli avvenimenti attuali.
Esempio di sogno interpretato per mezzo di associazioni:
STRADE COME FIUMI
La città è sommersa da un'inondazione. Le strade sono come fiumi
impetuosi. Cerco di andare in una determinata direzione, remando
controcorrente, e dopo molti sforzi mi pare di riuscirci, ma poi la
corrente diventa troppo forte e mi trascina via, lontano, non so dove.
La corrente rischia di travolgermi. Sono molto spaventata. Al risveglio
mi sento ansiosa e stanca, come se avessi veramente remato davvero
controcorrente
Associazioni:
- La città sommersa: le immagini della città sommersa mi hanno
ricordato subito il telegiornale, in cui hanno trasmesso un servizio
sulla inondazione che si è riversata alcune città: sono stata colpita
dal fatto che molte donne piangevano e gridavano davanti alla
telecamera, senza alcun pudore, urlando la loro rabbia e la loro
disperazione.
Anch'io ieri, durante la discussione con M. avrei voluto piangere e
gridare, ma invece ad un certo punto mi sono chiusa, come a la solito,
in un ostinato silenzio: dopo mi è venuto un terribile mal di testa.
- Le strade sono come fiumi impetuosi:
le strade sono qualcosa di ordinato, servono per far passare persone e
macchine, ma devono restare asciutte, ben ordinate.
Il fatto che queste vie siano piene di acqua mi fa pensare alle lacrime,
al contrasto tra occhi asciutti e "fiumi di lacrime" (non si
dice forse così?) Quello che facevano quelle donne e quello cha faccio
io, che non mi permetto di piangere liberamente di fronte a nessuno,
neppure alle persone cui voglio bene.
- Cerco di andare in una direzione:
questo è tipico di chi vuole avere il comando o il controllo di una
situazione e infatti io voglio sempre avere il controllo della
situazione, o almeno il controllo di me stessa.
-
Remare controcorrente: è il tentativo di contrastare la corrente
di un fiume: comporta certo un grande sforzo. Anche apparire sempre calma
a controllata, contrastando le emozioni comporta una grande fatica.
Forse posso illudermi di non perdere mai il controllo, ma a che prezzo?
- La corrente diventa troppo forte: la corrente di un fiume in
piena è terribile, perché ti trascina e ti travolge e tu non puoi
opporti : questo mi fa pensare ancora alle lacrime. Forse questo fiume
onirico è stato alimentato dalle lacrime che non ho lasciato uscire
liberamente, e per questo è diventato così impetuoso!
- e mi porta via, lontana da casa: la casa è la sicurezza, la
normalità, la tranquillità, il sentirsi al proprio posto, integri e
sicuri. Cosa può significare essere trascinati via da tutto ciò?
L'insicurezza, la malattia, l'alienazione, la pazzia?
-
La corrente rischia di travolgermi: rischio di perdere anche la
vita?
- Sono molto spaventata: anche adesso, nel ripensarci avverto la
paura, perché alla fine del sogno non posso più decidere io né la
direzione, né la meta. Rischio di perdere i punti di riferimento,
rischio di allontanarmi sempre di più da ciò che mi è noto e caro.
In sintesi: Reprimo continuamente le mie emozioni, per paura di
perdere il controllo (ieri è stato un esempio) ma interiormente la
"pressione" aumenta sempre più e rischia di condurmi proprio
dove non voglio andare, forse a qualche cedimento fisico o psicologico.
Cosa fare: Devo cercare a tutti i costi di manifestare le mie
emozioni con coraggio e sincerità, aprendomi con le persone che mi
vogliono bene. Devo permettere a me stessa di piangere liberamente, se
lo desidero, senza fare sforzi incredibili per soffocare le mie
emozioni. Il rischio, se non lo faccio, è di perdere davvero il
controllo, una volta o l'altra, in maniera terribile, oppure di
sviluppare qualche tipo di malattia psicologica, e io non voglio
arrivare a tanto. torna
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Geminy
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